Nuda e Viva: la personale di Beppe Fumagalli

Terminate le vacanze (o in via di conclusione), possiamo tornare a discutere di fotografia e iniziamo con la mostra personale di Giuseppe (Beppe) Fumagalli: giornalista che ha girato il mondo con taccuino in tasca e macchina fotografia al collo.

La mostra Nuda e Viva è il racconto in bianco e nero di un cammino visionario attraverso una delle zone più inaccessibili e sconosciute della costa sarda. Uno spazio magico, tra Capo Pecora e Scivu, dove la nuda roccia sembra animarsi, assumendo le più sorpredenti sembianze del mondo vivente.

P1033733 1 print.jpg

Per realizzare la sua mostra, Giuseppe ha usato una OM-D E-M1 Mark II e gli obiettivi M.Zuiko 17mm F1.8, 12-40mm F2.8 PRO e 75mm F1.8.

fumagalli_0014.jpeg

Scrive la curatrice:

"Mi sono auto-esiliato in Sardegna. E non credo che la gente vicino a me fosse contenta. Venivo da Bergamo, città simbolo del Covid, e ho dovuto abituarmi a stare per i fatti miei…"

Inizia così una delle tante storie segnate dal primo lockdown, la fase più avversa di questa piaga che sta flagellando il nostro paese e i cui effetti catastrofici, sotto gli occhi di tutti, non accennano a placarsi. Una storia che origina dal dramma per raccontare la bellezza. Quella bellezza di una terra senza tempo che cattura chiunque approdi nell’isola di pietra. Terra antica dagli orizzonti infiniti, stretta tra l’immensità del mare.

P1033380 print.jpg

Sono quelle rocce millenarie scolpite e modellate dal vento, levigate dalle onde che vi si infrangono, il motivo di riflessione di Beppe Fumagalli, folgorato dai tanti scenari immobili e incantati delle rocce che da Capo Pecora si spingono fino a Piscinas. Un’area geologica unica al mondo che ingloba scisti, calcari e dolomie d’epoca cambriana, stagliandosi all’improvviso verso il cielo e spezzando violentemente l’orizzonte.

FP1033792 1 print.jpg

Tra la solitudine selvaggia di una natura incontaminata e il silenzio più profondo, l’autore coglie ben presto le ipnotiche e spaesanti forme che fissa nei suoi scatti in un bianco e nero mai troppo rigoroso. Monoliti antropomorfi e zoomorfi che rende vivi, pulsanti. Restituendo un microcosmo animato da sagome inondate di luce che si susseguono emergendo dalle acque. Un universo costellato di eterni custodi fatti di sola pietra nuda e viva.

P1033539 print.jpg

A metà tra documentazione e proiezione mentale, tra contemplazione ed estetica del sublime, quello di Beppe Fumagalli è un viaggio interiore alla riscoperta della spiritualità connessa alla natura. Un percorso introspettivo nel suo intimo sentire, nella parte più profonda dell’animo umano con l’obiettivo di rendere visibile l’invisibile. Cristallizzando qualcosa di unico e irripetibile con l’attitudine di dare vita alla pietra conferendole un’aura di sacralità: "Era come se avessi captato una frequenza sonora, (…) un invisibile intreccio di relazioni di forma e di senso, come quelli che possono legare tra loro le figure inserite nel portale di una cattedrale medievale."

Roberta Vanali

P1033793 print.jpgfumagalli_0004.jpegP1033960 print.jpg
DEF.POST_cfc_2.jpg

VERNISSAGE // Giovedì 2 settembre dalle 18.30 alle 21.30

Dal 02/09/2021 al 23/09/21

Aperto il mercoledì, giovedì e venerdì dalle 18:30 alle 20:00 

Tutti i giorno feriali su appuntamento chiamando il 347 5059397.


Fonte: Centro Fotografico Cagliari

Tutte le Storie
Confermare l'azione

Sei sicuro di voler eseguire questa azione?

Conferma