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Volti del Nepal – Niccolò Aiazzi

Attorno a noi

Sempung è un piccolo villaggio del Nepal, nella valle dell’Arun, ai piedi del Makalu (8000 m), ai confini del Tibet e del mondo. L’Olympus Ambassador Niccolò Aiazzi lo visitò nel 2017 e lo scorso novembre per girare un documentario e ne ha approfittato per realizzare scatti magnifici.

 

La prima volta che passai per questo villaggio fu nel  2017. Non esisteva una strada carrozzabile e dovetti camminare per svariate ore risalendo la spalla della montagna, quasi fino in cima, per raggiungere il paese. Lungo il sentiero la montagna era costellata di piccoli terrazzamenti, scavati dalle mani dell’uomo, coltivati a cardamomo. Una volta raggiunto il villaggio, una maestra locale in un inglese molto stentato mi disse che i bambini fino ai 5 anni non avevano ancora mai incontrato un occidentale. Rimasi molto colpito da questa affermazione. Nell’era della globalizzazione, della velocità, del “tutto subito” e dell’inter-connessione, questi bambini e probabilmente gran parte della gente del villaggio non avevano mai avuto modo di conoscere uno straniero occidentale! Ero davvero arrivato ai confini del mondo? 

Sono poi tornato nel novembre del 2018 per girare un documentario e constatare con un po’ di rammarico che stavo assistendo ad un cambio epocale per questa gente: la costruzione della strada carrozzabile che attraverserà la valle dell’Arun e collegherà il Nepal al Tibet è già arrivata a lambire il villaggio di Sempung, strappandolo al suo isolamento. L’accesso al mondo! 

Razionalemente sono contento di questo cambiamento perchè così il villaggio potrà avere accesso a servizi di base, come ad esempio raggiungere più velocemente un ospedale, ma allo stesso tempo provo un po’ di nostalgia nell’immaginare la gente di Sempung inevitabilmente crescere, evolversi, uniformarsi, seppur lentamente, al nostro mondo, perdendo la sua innocenza.

Queste immagini sono un tributo a questa gente. Un tributo alla verità dei loro sguardi, ai segni scavati sulla loro pelle color tabacco che per me sono come un codice di un mondo segreto che un po’ egoisticamente vorrei che non cambiasse mai.



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