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Mat. 2019. Coscienza dell’uomo – Contraffazioni Confortanti

Attorno a noi

Per quanto la stampa attuale, per presentazione in allestimento scenico, appiattisca molto in una omogeneità di sostanza, una serie di fotografie di alberghi, realizzate nei decenni dai Trenta ai Cinquanta (deduzione) e finalizzate a una produzione di cartoline illustrate (ancora, deduzione) lascia trasparire massicci interventi di ritocco delle stampe bianconero originarie: alcune delle quali presentate in originale. Sì, ingerenze e intromissioni fotografiche che hanno modificato la realtà. Ma, allo stesso momento e per intenzione esplicita, l’hanno interpretata in una logica di finzione fondamentalmente concordata con gli osservatori, con i fruitori. Così può anche non essere, ma così vorremmo che fosse. E crediamo che sia.

In un mercatino antiquario e di modernariato, di quelli che ormai proliferano su tutto il territorio nazionale, spesso spacciando per appetibili orrori del recente passato (anche questo, altro discorso), è stata rintracciata e recuperata una preziosa quantità di sessantasei stampe fotografiche bianconero 18x24cm (circa), montate su cartoncino nero di supporto e protette da una carta velina, spesso con cornice bianca di finitura, probabilmente per presentazione accurata, elegante e confortante al proprio cliente (del tempo). Sul retro, l’indicazione di provenienza: Molteni, fotolitista o zincografista lombardo del passato remoto, databile nei decenni dai Trenta ai Cinquanta.

Le stampe sono abbondantemente e consistentemente ritoccate, fino a una minuziosa cura dei dettagli, spesso benevolmente interpretati, altrettanto frequentemente inventati di sana pianta (soprattutto nelle visioni d’esterno, ricche di cieli fascinosamente nuvolosi). A parte la nostra attuale riproduzione in ingrandimenti scenici -purtroppo omogeneizzata dal processo standardizzato di stampa a getto di in inchiostro-, sarebbe proprio il caso di osservare e valutare gli originali fotografici, che rivelano l’entità e spessore degli interventi di ritocco, disegno e ricostruzione: non potendolo fare, se non in presenza degli originali in accompagnamento (alcuni, qui proposti), ci si fidi delle nostre considerazioni e osservazioni. Tanto più che, a ben considerare, per quanto estranea alla raffinatezza delle stampe originarie, la nostra riproduzione non nasconde di certo l’essenza degli interventi manuali, assolutamente individuabili, pienamente identificabili.

Per quanto deduttivo, l’accertamento di cosa si tratti è presto scoperto e rivelato; di sicuro, si tratta di originali fotografici dai quali sono state ricavate cartoline promozionali dei soggetti illustrati: tutti alberghi di rilievo e prestigio del lungo periodo che si prolunga nei decenni a cavallo della Seconda guerra mondiale. Tenuto conto della collocazione certa della Lombardia, se ne ricava anche l’indicazione di luoghi di vacanza e svago dell’alta borghesia milanese del periodo (anche media, in certi casi): a Nord, verso i Laghi; a sud, sulla riviera ligure.

L’esuberante ritocco, spesso sovrabbondante, sempre minuzioso, ha dato vita e visibilità a improbabili cieli nuvolosi, ha ripulito facciate, ha liberato strade e ha impreziosito sale interne. Nulla è reale, per quanto tutto intenda essere realistico.

E qui interviene il linguaggio della fotografia quotidiana. Non quella che compone i tratti della propria Storia evolutiva, sintetizzata e raccontata in maniera mirabile da molti, che ne hanno ripercorso gli straordinari passi e tempi, ma quella che definisce qualcosa d’altro, forse di più considerevole e sostanzioso: come e quanto la fotografia interviene nella nostra vita.



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